Ultima modifica: 7 febbraio 2018

Insieme, a scuola

Riflessioni a margine dei furti che hanno violato luoghi deputati all’incontro e alla formazione. Ma a scuola è diverso.

È capitato ancora.

Scrivevo lunedì: questa volta nessuna macchina del caffè e una sola stanza presa di mira: la presidenza con la sottrazione del computer. O, meglio, non il PC intero con le sue periferiche. Solo il case con la sua memoria interna. Furto mirato? Chissà.

Riscrivo oggi: sono tornati. Qui al Copernico nuovi atti di vandalismo, un pc sottratto ai bambini e un pc sottratto alla segreteria. Chissà alla ricerca di cosa. Poi, altrove, ancora una macchina di caffè.

Colpisce essere stati violati da gesti violenti e vuoti. Un gesto è vuoto quando non ha consistenza e si nutre di noia, di vandalismi, di azioni senza sbocco e senza anima.

Gesti vuoti, che rasentano il patetico, sono gesti che si sviluppano in luoghi concepiti per la gioia, lo scambio, l’apertura, la cultura, la gentilezza. Tra questi luoghi, forse il più intoccabile, il più puro, il più pulito è la scuola. Luogo di incrocio, di contaminazione, di incontro di idee, pensieri, esperienze. Età, sensibilità, culture diverse in un unico contenitore che si edifica nella dialettica e nel confronto, ma non conosce tornaconti personali, barriere o livori.

La scuola è diversa, la nostra idea di scuola è diversa. È gentile e forte, tanto forte da non provare alcun cedimento di fronte alla sopraffazione, alla violenza, al ricatto. Noi insegniamo ai nostri bambini il valore dell’ascolto, del confronto, della legalità e, quindi, anche del rispetto e dell’orgoglio di mostrare la forza delle parole. Noi, la nostra scuola la difendiamo e la difenderemo. Episodi come questi non fanno che rafforzare il nostro essere insieme, uniti e con determinazione, nel riaffermare il valore della gioia e il diritto allo studio e nell’attrezzarci sempre di più verso ogni minaccia contro la scuola e la nostra comunità scolastica.

A scuola è diverso. A scuola, forse solo o soprattutto a scuola, tutto è possibile.

Come passeggiare un po’ smarriti, ma non impauriti, per questa attacco alla purezza e incrociare, tra i corridoi della scuola che ami, lo sguardo di un bambino. Puro, vero, autentico. Ricambi lo sguardo e senti la tua anima attraversata da un sentimento finalmente dolce e forte come una sassata ai pensieri magri di chi, da adulto, o da aspirante tale, conosce la violazione, l’insulto, la violenza.

Allora, ti volti e riguardi gli occhi di quel bambino. Ti viene spontaneo sorridergli, come per dirgli #celafaremo, e idealmente lo prendi per mano, sapendo che la scuola, la nostra scuola, è ancora più forte, bella e gentile. E non si piegherà mai a chi, con gesti vuoti, dimostra di non meritarla.

Alberto Ardizzone
con la comunità scolastica dell’IC Copernico di Corsico

Striscione gentilezza  novembre 2017

Oggi a scuola tanti incroci di sguardi: bambini e genitori, docenti e personale ATA. Un cenno d’intesa e qualcosa di importante da condividere: un senso di comune appartenenza che si infila tra gli sguardi, entra nei cuori e attraversa ciò che di più profondo ci unisce. Sì, a scuola è proprio diverso. Grazie!