Ultima modifica: 30 Dicembre 2018

Carta dei valori ICS Copernico

La carta dei valori dell’ICS Copernico di Corsico è stata deliberata all’unanimità con 1 astenuto dal Collegio dei docenti nella seduta del il 29 ottobre 2018.

Sommario

Premessa

L’IC Copernico individua alcune azioni condivise, ispirate alla Carta Costituzionale e alle Carte Europee, come elementi costitutivi della carta dei valori di riferimento verso cui orientare le proprie scelte educative, didattiche e relazionali.

Questo documento intende contribuire alla costruzione collettiva di un clima di lavoro sereno e positivo, entro il quale ciascun attore possa trovare le condizioni per valorizzare la propria professionalità condividendo valori comuni e azioni coerenti. Vuole fungere da facilitatore nelle relazioni didattiche e umane all’interno della scuola, valorizzando ogni componente e richiamandosi ai valori costituzionali dell’essere e fare scuola oggi in modo inclusivo e accogliente.

Ritorna al sommario

Fine dell’istituzione scolastica

Favorire il successo formativo di ogni bambina e bambino, ragazza e ragazzo nel riconoscimento del diritto-dovere dell’obbligo scolastico.

Ritorna al sommario

Ambiti d’intervento

  • Organizzazione
  • Didattica
  • Ambienti di apprendimento
  • Relazioni sociali e umane
  • Comunicazione interna ed esterna

Ritorna al sommario

I nostri valori

Centralità della persona

I bambini hanno mostrato qualità inaspettate, capacità intellettive e spirituali che giacciono latenti in loro. L’adulto deve aiutare a emergere quel meraviglioso essere che si nasconde in ogni bambino
(Maria Montessori, Scritto indiano)

I bambini sono invece tutti diversi, appunto per la storia che ognuno ha dietro di sè e per i suoi talenti naturali. La scuola dovrebbe individuare questa ricchezza di capacità espressive, logiche e creative, sviluppare al massimo e realizzare la persona nella sua interezza. Una scuola così farebbe felici i bambini. (Mario Lodi, La scuola e i diritti del bambino)

La nostra scuola intende orientare la propria azione avendo come riferimento prioritario il sistema di valori, esperienze, bisogni e vissuti di cui ogni persona è portatrice.

Per centralità della persona intendiamo:

  • lo studente e la famiglia, le cui storie vanno valorizzate e sostenute come presupposti per la costruzione di relazioni e percorsi didattici dotati di senso;
  • il personale scolastico, le cui esperienze professionali e personali costituiscono riferimento e risorsa a cui attingere per dare solidità e continuità a un progetto didattico condiviso.

Intento comune è accompagnare gli studenti nel loro percorso di crescita culturale e umana e i docenti nel riconoscimento e nella valorizzazione del ruolo ricoperto all’interno della nostra comunità scolastica e nel territorio.

Ritorna al sommario

2. Accoglienza

Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali fra disuguali.
(don Lorenzo Milani)

Ogni bambina e bambino abitante nel nostro territorio è cittadina e cittadino di diritto della nostra scuola.

Ogni persona viene accolta senza riserve nella sua identità personale, sociale, morale, culturale, religiosa e civile. È proprio l’intreccio di caratteristiche diverse che dà unità e ricchezza all’IC Copernico.

La scuola accoglie tutte le domande di iscrizione provenienti dal proprio territorio, nel rispetto della capienza massima delle proprie aule, e si impegna a curare ambienti e relazioni in modo da favorire una reale inclusione dove ogni persona si senta parte importante della comunità e sia valorizzata nelle proprie potenzialità.

Nel contempo intendiamo sostenere un pensiero inclusivo che dia valore a una idea di scuola plurale dove l’incontro dei bisogni di ciascuno trovi una sintesi superiore nella composizione e negoziazione degli stessi.

Rivolgeremo inoltre particolare cura all’accoglienza del nuovo personale scolastico, sia a inizio sia durante l’anno.

Ritorna al sommario

3. Collaborazione

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.
(George Bernard Shaw)

Scuola come incrocio di pensieri, abitudini, culture, età, ruoli, esperienze, bisogni differenti. Scuola, pertanto, come luogo privilegiato dello scambio e della collaborazione, alla ricerca di sinergie positive.

L’IC Copernico incoraggia metodologie didattiche basate sull’apprendimento tra pari, sulla didattica attiva e laboratoriale e gradualmente crea le condizioni per modificare sia il setting d’aula e didattico sia gli altri spazi in modo da favorire una ri-costruzione flessibile degli ambienti in chiave collaborativa e relazionale.

Attraverso gli organi collegiali e momenti formali e informali di relazione, la scuola favorisce l’instaurarsi di rapporti di collaborazione all’interno delle componenti e tra le componenti. Siamo consapevoli che solo il dialogo costruttivo, franco e trasparente, nel rispetto delle prerogative e dei compiti propri di ciascun ruolo, possa dare coerenza ed efficacia all’azione didattica e solidità all’alleanza educativa.

La partecipazione, il contributo di idee, attese e competenze offerti dalle famiglie, costituiscono elementi di arricchimento in grado di dar luogo a gesti socializzati, contestualizzati e condivisi.

Ritorna al sommario

4. Condivisione

Se ci diamo una mano, i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno.
(Gianni Rodari)

A scuola condividiamo tempi, spazi, iniziative, progetti. Spesso si tratta di espressioni organizzative o di routine: il tempo della scuola, scandito da attività, lezioni, incontri; i luoghi, abitati da insiemi di persone “adibite” ad occupare determinati spazi (classi, commissioni, consigli di classe, segreteria, bidelleria, ecc.).

Accanto alla condivisione formale riteniamo cruciale l’investimento umano nella condivisione di pensieri, idee, strategie, scelte. Si tratta di un movimento dinamico, orientato al bene comune, che sollecita l’indietreggiamento della soluzione individualistica a vantaggio di una prospettiva più collettiva, in grado di dare significato alla condivisione delle soluzioni o delle proposte.

Un altro aspetto della condivisione riguarda i materiali, didattici, progettuali, e statistici, prodotti dalla scuola. Terminato, e oramai fuori tempo, il periodo del cassetto chiuso a chiave o del progetto custodito in aree riservate, il mondo dell’educazione è sollecitato, grazie anche alle opportunità offerte dal digitale, alla distribuzione libera della conoscenza, intesa come bene comune.

Il nostro sforzo di scuola si muoverà in tale direzione.

Ritorna al sommario

5. Fiducia

Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare qualcuno è di dargli fiducia.
(Ernest Hemingway)

La scuola della fiducia si contrappone alla scuola della diffidenza. È una predisposizione dell’animo che per esprimersi richiede il sostegno di azioni, la lenta costruzione di relazioni, di attenzioni, il dispiegarsi di momenti di incontri aperti.

Ci chiama alla trasparenza e alla lealtà, al desiderio di vedere il bello prima dell’imperfezione o della mancanza. Una sorta di pedagogia della bellezza che allena lo sguardo alla positività e concepisce la diversità di opinioni come terreno fertile per la comprensione reciproca.

La scuola della fiducia la possiamo costruire solo insieme con la volontà di cercare sinergie e con il coraggio di riflettere sugli sbagli e sulle reciproche soggettività, un po’ come fa il bambino che apprende e si nutre dei propri errori per costruire nuove conoscenze e dare solidità alle proprie competenze.

La scuola della fiducia, infine, riconosce e rispetta i ruoli di ciascuno e ricerca la profondità e la trasparenza delle relazioni. Assegna alla scuola il ruolo didattico e alla famiglia il primato del ruolo educativo e li valorizza e li sostiene in un patto di corresponsabilità educativa capace di agire in modo condiviso ed efficace.

Ritorna al sommario

6. Gentilezza

Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile.
(Gandhi)

Educare alla gentilezza significa educare al dialogo rispettoso, all’accoglienza della diversità, proporre alternative all’egoismo e alla prevaricazione sull’altro, favorire percorsi di soluzione nonviolenta ai contrasti e ai conflitti che avvengono nelle relazioni tra i singoli e tra i gruppi.

L’IC Copernico, insieme con l’istituto alberghiero Minuto di Massa, è riferimento di un’iniziativa che ogni anno coinvolge una trentina di scuole appartenenti a diverse regioni italiane: “La Settimana della gentilezza”, che si svolge in concomitanza con la Giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre. In questa occasione alcune comunità scolastiche sono impegnate a realizzare attività didattiche nelle più diverse modalità e declinazioni, incentrate sul valore della gentilezza, come motore di relazioni positive basate su scambi, parole, simboli, sguardi che accolgono e non dividono.

La nostra intenzione è di riconoscerci in uno stile relazionale che, gradualmente e durante tutto l’anno scolastico, parta dal rispetto dell’altro, favorisca il dialogo nelle e tra le componenti scolastiche, faccia della cortesia, dell’ascolto e della valorizzazione di ambienti e relazioni un tratto distintivo del nostro essere comunità.

Ritorna al sommario

7. Professionalità

Come si fa a distinguere il buono dal cattivo maestro? Basta vedere gli occhi dei suoi scolari: se brillano, oppure restano spenti.
(Eraldo Affinati, L’uomo del futuro)

Un educatore ha un unico ruolo: non quello della madre, di un terapeuta o di un pari, ma di uno che stima colui che impara e che, a sua volta, impara professionalmente
(Frances Hawkins, 1986)

Una scuola che accoglie, riconosce, favorisce le relazioni positive e rispetta le differenze individuali valorizzandole come risorse, deve poter contare sulla presenza di personale scolastico rispettoso delle diversità, accogliente della storia di ognuno, attento a riconoscere i diversi bisogni dei bambini, i loro differenti tempi, stili, interessi e motivazioni, per favorire la realizzazione di esperienze sempre più individualizzate.

Da ciò ne emerge il complesso ruolo dell’insegnante, come adulto capace di mettersi in sintonia con le modalità relazionali dei bambini e verificare continuamente l’adeguatezza della propria azione educativa.

Intendiamo pertanto sostenere il necessario bisogno di accrescere e rinforzare le dotazioni che ogni docente possiede, dando valore alla formazione, all’auto- formazione, al confronto e alla ricerca, intese come:

  • atteggiamento e ricognizione quotidiana che attraversa il fare dei bambini e degli adulti;
  • strategia progettuale per costruire percorsi di apprendimento con i bambini;
  • attività che mira all’innovazione del sistema;
  • riflessione e autoriflessione nel gruppo collegiale e nell’intera comunità professionale.

L’attività formativa, imprescindibile dalla professione del docente, unita alla condivisione e al confronto fra adulti è tesa a costituire una linea di scuola comune, leggibile e coerente, un pensiero ed un linguaggio condiviso, un benessere comune e l’elaborazione dell’appartenenza alla scuola e alla sua storia alimentata da una forte passione educativa.

L’agire professionale si esprimerà anche come bilanciamento tra i legittimi diritti in quanto lavoratori e la ricaduta di eventuali assenze nell’organizzazione del lavoro, considerate le caratteristiche del servizio rivolto agli studenti e alle studentesse. Lo sforzo comune sarà di trovare il migliore equilibrio possibile nella composizione di tali esigenze.

Ritorna al sommario

8. Responsabilità

Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
(Dalai Lama)

Il concetto di responsabilità attraversa ogni momento dell’agire di ogni operatore scolastico. Responsabilità educativa, responsabilità nel vigilare e nel garantire sicurezza, benessere e adeguatezza degli ambienti.

La responsabilità come valore insiste, in particolare, nell’intenzionalità del gesto didattico, aperto alla novità, alle opportunità e alla scoperta di nuovi itinerari, dettati a volte dall’imprevidibilità dei cento linguaggi dei bambini.

Questo tipo di responsabilità ci richiede un atteggiamento umile nei confronti dei nostri saperi e l’apertura a nuovi e continui percorsi di formazione e di autoaggiornamento.

La responsabilità nel settore organizzativo, oltre a richiamare la disponibilità ad assumersi ruoli e funzioni in un sistema fatto di relazioni e di reciproci riconoscimenti, ci sollecita a rendere trasparenti le nostre scelte, didattiche e amministrative, nel rispetto del diritto alla riservatezza e alla non invasività.

In tempi così profondamente segnati dal digitale, ci impegniamo a ristabilire le distanze tra privato e pubblico. Intendiamo promuovere azioni di educazione civica, umana e digitale, volte al rispetto della persona, della sua immagine e dei suoi dati personali e all’uso consapevole dei dispositivi tecnologici.

Ritorna al sommario

Riferimenti RAV

Obiettivo di processo dal RAV

Sviluppo e valorizzazione delle risorse. Azioni
  1. Sviluppare una cultura d’istituto orientata sui principi di gentilezza e valorizzazione di azioni positive e di pratiche di cittadinanza attiva.
  2. Condividere una carta dei valori di riferimento condivisa da tutti gli insegnanti e applicata e concretizzata nella pratica quotidiana
  3. Promuovere e sostenere la formazione in ambito metodologico (tecnologie inclusive) e in lingua straniera

Ritorna al sommario

Crediti

Alcune parti sono state tratte dall’analoga Carta dei valori dell’IC eSpazia, Centro territoriale permanente di…’ e dalla Fondazione “Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi”.

Ritorna al sommario

Impegni della scuola per l’anno scolastico 2018/2019

1 Centralità della persona

  1. Questo è il valore centrale, di riferimento, e attraversa le diverse azioni, delle quali costituisce il denominatore comune

2 Accoglienza

  1. Accogliere ogni domanda proveniente dal nostro territorio
  2. Entro dicembre 2018 predisporre uno specifico protocollo di accoglienza per sostenere e accompagnare al meglio l’ambientamento del nuovo personale nella nostra scuola.
  3. Favorire accoglienza, integrazione e inclusione a tutti e, in particolare, ai bambini stranieri, con disabilità, con Dsa rendendo operativi i protocolli di accoglienza
  4. Predisporre azioni permanenti di alfabetizzazione degli alunni stranieri

3. Collaborazione

  1. Consolidare in modo collaborativo e applicare il curricolo verticale, sviluppando ricerca-azione sulla didattica per competenze, sulle rubriche valutative, sui compiti di realtà, sulla selezione dei saperi con individuazione delle conoscenze-abilità-competenze minime a fine ordine di scuola
  2. Favorire momenti di continuità tra gli ordini di scuola attraverso anche azioni o momenti di classi aperte che prevedano lavori comuni tra classi terminali di un ciclo e classi iniziali del ciclo successivo
  3. Collaborare con le realtà che precedono l’ingresso dei bambini nella nostra scuola (asili nido) e che seguono i percorsi scolastici dei nostri ragazzi (scuola secondaria di II grado)
  4. Monitorare il Rav e il Pdm con consolidamento questionari genitori ed estensione questionari a docenti e studenti secondaria

4. Condivisione

  1. Studiare la fattibilità di organizzare gli spazi (sala insegnanti, biblioteca, giardino, ecc.) in modo da favorire momenti di condivisione e di studio (es. Luogo/luoghi per condividere libri, leggere riviste, documentarsi sulla vita della scuola,…)
  2. Ampliare il sito con pubblicazione da parte dei referenti di plesso e diffusione online di buone esperienze didattiche con licenze adatte al riuso
  3. Curare la redazione di documenti accessibili, incoraggiare l’uso del software libero e delle licenze Creative Commons con il solo diritto all’attribuzione autoriale e la libertà della libera diffusione e riuso
  4. Condividere con i genitori e il territorio quanto si fa a scuola aprendo un canale social informativo (Telegram e/o Twitter) in modo da potenziare tempestività ed efficacia dell’informazione

5. Fiducia

  1. Organizzare incontri periodici del dirigente con i genitori per ordine di scuola (1 ora con 30′ di informazione da parte della scuola e 30′ di raccolta di domande, criticità, consigli)

6. Gentilezza

  1. Consolidare la Settimana della gentilezza, adattandone tempi e modalità e tenendo conto delle caratteristiche degli ordini di scuola
  2. Rendere più accoglienti e “gentili” gli spazi comuni
  3. Curare uno stile comunicativo interno ed esterno contraddistinto da chiarezza, semplicità e rispetto, anche con riferimento alla redazione di documenti ad alta leggibilità e accessibilità

7. Professionalità

  1. Migliorare la qualità della documentazione dell’attività didattica e dei progetti

8. Responsabilità

  1. Consolidare azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo, incoraggiando e promuovendo esperienze e attività di cittadinanza attiva in ogni ordine di scuola
  2. Sviluppare interventi contro l’uso scorretto dei dispositivi digitali e per una maggiore consapevolezza e cura di sé nell’uso della rete
  3. Valorizzare nella scuola secondaria le figure del tutor di fiducia e del referente d’istituto anti-bullismo e sull’uso consapevole delle tecnologie